Dieci luoghi meno conosciuti da visitare a Firenze

Ognuno di noi ha dei posti nel mondo nei quali torna sempre volentieri, anche se c’è stato già varie volte, perché se uno ama davvero, ama sempre, e ha sempre bisogno di un ritorno.

Uno di questi posti per me è Firenze. Ma cosa vedere a Firenze una volta che uno c’è già stato qualche volta e ha già visto i monumenti più famosi?

Ecco di seguito una lista di dieci luoghi fiorentini che meritano una visita pur non essendo famosissimi come il Duomo, Palazzo Vecchio, Ponte Vecchio, ecc.

1) Museo degli Innocenti. Come funzionava l’antico “Spedale degli Innocenti”, fondato nel XV secolo e volto a offrire assistenza ai bambini abbandonati? Questo moderno e multimediale museo ne illustra accuratamente storia e aspetti vari, offrendo la possibilità di conoscere meglio una realtà importante dal punto di vista storico-sociale. Davvero imperdibile per chi ama la storia…

2) Palazzo Vecchio – percorso archeologico. Tutti ammiriamo la Firenze rinascimentale, ma quanti sanno che Firenze fu anche una città romana? Attraverso il “percorso archeologico” visitabile presso Palazzo Vecchio è possibile scoprire alcuni resti dell’antico teatro romanto, approfondendo così la conoscenza dell’antica Florentia…

3) Museo dell’antica casa fiorentina – Palazzo Davanzati. Com’era arredata una casa fiorentina nel Medioevo/Rinascimento? Questo museo ci offre l’oppurtinità di scoprire ciò visitando l’antico Palazzo Davanzati, nei pressi della Loggia del Mercato Nuovo…

4) Chiesa di San Filippo Neri. A pochi passi da Palazzo Vecchio, in piazza Santa Firenze, merita senz’altro una visita la Chiesa di San Filippo Neri. Poco conosciuta e quasi nascosta essendo parte di un più ampio complesso, ma il suo interno colpisce per quel misto di magnificenza e tenebrosità che richiama molto l’arte del Caravaggio…

5) Chiesa dei Santi Apostoli. Situata nei pressi del ponte di Santa Trinità, è una delle chiese più antiche e ricche di storia di Firenze, tanto da essere stata soprannominata il “vecchio duomo”. Secondo la leggenda fu fondata addirittura nell’800 alla presenza niente di meno che di Carlo Magno…

6) Chiostro degli Scalzi. Poco oltre la chiesa di San Marco, in via Cavour, si trova questo grazioso (e gratuito) chiostro, antico portico di accesso di una chiesa andata distrutta, le cui pareti sono affrescate da un ciclo realizzato da Andrea del Sarto relativo alla vita di San Giovanni Battista. Merita sicuramente almeno qualche minuto della vostra visita a Firenze…

7) Chiesa russa ortodossa della Natività. A pochi isolati dalla Fortezza da Basso troviamo questa graziosa chiesa russa-ortodossa, con caratteristiche cupolette “a cipolla” e interni riccamente decorati.

8) Farmacia di Santa Maria Novella. Tutti conosciamo la meravigliosa chiesa di Santa Maria Novella, ma quanti sanno che parte del suo complesso è costituito anche dalla cosiddetta Officina profumo-farmaceutica (o Antica Spezieria) di Santa Maria Novella? Si tratta della farmacia storica più antica di tutta Europa, l’ingresso è libero, e accanto alle sale di vendita tutt’ora in attività, possiamo scoprire pregievoli elementi ornamentali, mobili d’epoca, e un percorso museale che mette in mostra antichi strumenti e macchine usate per la lavorazione dei prodotti farmaceutici.

9) Chiesa di Santa Felicita. Attraversando ponte Vecchio e dirigendosi verso Palazzo Pitti, troviamo questa piccola chiesa la cui facciata è quasi nascosta dal noto corridoio vasariano ma che merita una visita se non altro per la cappella Barbadori-Capponi, abbellita da due affreschi del Pontormo, la Deposizione e l’Annunciazione, che risaltano (soprattutto il primo) per colori e delicatezza.

10) Il sasso di Dante. Una piccola curiosità, tra storia e leggenda: dove si sedeva Dante mentre osservava la costruzione del maestoso Duomo? Secondo alcuni su un sasso che ancora ritroviamo, con tanto di apposita targa commemorativa, in piazza delle pallottole, al lato del Duomo…

 

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Le parole di una rosa – Vanessa Vescera

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Prefazione di Domenico Uccellini a Le parole di una rosa di Vanessa Vescera

 

L’estate e i suoi occhi verdi striati di mille sfumature come in un arcobaleno di luce; l’autunno e i suoi occhi scuri che al sole si accendono di colori dorati. Una rosa rossa che non deve appassire perché lui ne avrà cura, e un romanzo dal finale strappato perché il vero finale dev’essere lei.

Avete mai amato così intensamente, spontaneamente, meravigliosamente da non poter conoscere altro amore? da trasformare quell’amore in un amletico tormento? da restare avvinghiati a una promessa per l’eternità? «Non importa quanto tempo passerà, un giorno ci restituiremo questi doni», sussurra Domenico a Jasmine prima di partire.

La promessa diventa un dolce pensiero che allevia la distanza e supera il tempo, poi un ricordo che si perde lento ma conserva il sogno, poi la rinuncia per paura che non sia altro che un sogno. Ma quando ami, quando ami davvero, basta un momento, uno sguardo, fosse pure solo un’immagine sbiadita tra la pioggia, e si riaccende tutto. Era davvero lui?

Ed è un attimo che dal rincorrersi adolescenziale tra le infinite vigne dei colli bolognesi ti ritrovi a girovagare tra le sconosciute strade di Londra, perché l’amore è sempre incontro del piccolo e del grande, del semplice e del grandioso, di ripetitive quanto necessarie carezze quotidiane e di improponibili quanto inevitabili gesti che solo chi non ha mai realmente amato ridurrebbe a “pazzie”.

Le parole di una rosa sono parole d’amore, di un amore intenso, folle, che non ti lascia mai, che ti regala sorrisi infantili e lacrime malinconiche, che ha bisogno di un reciproco prendersi cura e rincorrersi, che si nutre di un complice fidarsi: «…se mi concentravo, sentivo la sua voce, il suo “Ci rivedremo” e le sue labbra sulle mie…».

Come potremmo vivere senza un amore e che importanza ha se questo amore sembra sfuggire la realtà, sembra solo un’idea impossibile alla quale ci aggrappiamo «con le unghie e con i denti» e che teniamo viva «con la forza del pensiero»?

La verità è che noi non possiamo fare a meno di innamorarci «dell’idea, della poesia, del bello, dell’ingenuità di attimi rubati», di tutto ciò che ci allontana dalla materialità dell’effimero, e cercando l’immortalità della bellezza scopriamo la poesia degli attimi finiti. E sono proprio questi attimi a darci la vita, a toglierci il fiato, a farci impazzire il cuore in gola: le sue labbra sono a un passo dalle tue, e l’eternità non è altro che il desiderio di «un bacio, un suo bacio…».

L’estate e l’autunno giocano all’amore, l’arcobaleno e l’oro cercano l’inaspettabile, come in un lento sfiorire, come in un devastante fondersi. Perché da quel giorno nulla sarebbe stato più lo stesso…

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Per chi volesse acquistare una copia del libro:

 

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I hate you, I love you…

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Per avere un rapporto davvero bello, profondo, sincero con una persona non puoi condividerne al 100% i pensieri; non puoi non litigarci mai; almeno una volta devi averlo mandato a quel paese o quantomeno aver sussurrato un ti odio. È nella complicità tra vicinanza e distanza che nasce la bellezza, è nello scontro che si impara ad andare oltre la superficialità e a conoscersi davvero. Altrimenti è solo sottomissione di uno dei due.

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Se saprai starmi vicino – Pablo Neruda

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Se saprai starmi vicino,

e potremo essere diversi,

se il sole illuminerà entrambi

senza che le nostre ombre si sovrappongano,
se riusciremo ad essere “noi” in mezzo al mondo
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.

Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
e non il ricordo di come eravamo,
se sapremo darci l’un l’altro
senza sapere chi sarà il primo e chi l’ultimo
se il tuo corpo canterà con il mio perché insieme è gioia…

Allora sarà amore
e non sarà stato vano aspettarsi tanto.

(Pablo Neruda)

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Buona festa della donna, oggi e sempre

donna

Io lo so che voi siete uniche ogni giorno, e che è inutile un giorno di festa se negli altri continua discriminazione e violenza.
Ma secondo me è importante che ci sia un giorno che ci rammenti che ogni giorno voi siete quella delicatezza e quel profumo che rende più dolce un mondo altrimenti solo di deserto e di spine; che ci sia un giorno che ci rammenti che ogni giorno voi siete quella intelligenza superiore che cura e non solo crea.
Auguri a tutte voi, per oggi, per ogni giorno, per una parità vera e non solo festeggiata.

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50 volte auguri Roberto Baggio

baggio

Fiorentina-Juventus, Baggio (ormai juventino) esce dal campo, gli lanciano dagli spalti una sciarpa della Fiorentina (sua ex squadra), lui la raccoglie, cammina con il bianconero e il viola addosso allo stesso tempo, e dà un calcio alle divisioni, all’odio, alla violenza.
Nessuno come lui ha saputo unire anziché dividere.
Nessuno come lui ha saputo andare avanti nei propri sogni nonostante tutto.
I gol più belli di Roby sono stati soprattutto questi, e per questo è il calciatore italiano più amato di sempre nonostante abbia avuto molte squadre e nonostante abbia vinto poco rispetto al suo talento.
Lui è colui che va oltre i modi banali di avere successo, lui è colui che va oltre ogni prova del destino e diventa numero uno al mondo nonostante delle ginocchia distrutte già a 18 anni, lui è colui che emoziona al di là delle vittorie come sa fare solo la poesia pura.
Ancora oggi chi di noi non si emoziona rivedendo le sue magie?
BUON 50° COMPLEANNO ROBY!!!  

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Buon anno di sogni, buon anno di passione

 

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“Il futuro appartiene a chi crede nella bellezza dei propri sogni”.

Con questa frase, ripetuta ogni giorno come un mantra, ho scritto la mia tesi di laurea, sono andato a studiare e prepararmi a Firenze, ho cercato in biblioteche e archivi, ho viaggiato, mi sono laureato.

Sono venuti poi 15 mesi difficili, senza niente tranne IL sogno, senza certezze tranne LA passione, con tanti “ma dai è inutile che ci provi” e poche carezze.

Ma sono andato avanti, amando la bellezza dei miei sogni, e alla fine di questo 2016 sono venute tutte le più belle soddisfazioni di questo anno e forse di sempre.

Allora l’augurio che faccio a tutti voi non è semplicemente di un buon anno, ma di un anno in cui credere sempre nella bellezza dei propri sogni, perché solo così poi un giorno, prima o poi, almeno in parte, qualcosa si realizzerà.

Buon anno di sogni e di costante passione nel cercare di realizzarli…

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