Tu la notte io il giorno – Antonia Pozzi

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Tu la notte io il giorno
così distanti e immutevoli
nel tempo
così vicini come due alberi
posti uno di fronte all’altro
a creare lo stesso giardino
ma senza possibilità di
toccarsi
se non con i pensieri
Tu la notte io il giorno
tu con le tue stelle e la luna
silenziosa
io con le mie nuvole ed il
sole abbagliante
tu che conosci la brezza
della sera
ed io che rincorro il vento
caldo
fino a quando giunge il
tramonto
I rami divengono mani
tiepide
che si intrecciano
appassionate
le foglie sono sospiri
nascosti
le stelle diventano occhi di
brace
e le nuvole un lenzuolo che
scopre la nudità
La luna e il sole sono due
amanti rapidi e fugaci
e non siamo più io e te
siamo noi fusi insieme
nella completezza della luce
fioca
ondeggiante come la marea
in eterna corsa…
So cosa significa amore
quando il giorno muore.

Antonia Pozzi

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Un’invincibile estate – Albert Camus

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Mia cara,
nel bel mezzo dell’odio ho scoperto in me un invincibile amore.
Nel bel mezzo delle lacrime ho scoperto in me un invincibile sorriso.
Nel bel mezzo del caos ho scoperto in me un’invincibile tranquillità.
Ho compreso, infine, che nel mezzo dell’inverno vi era in me un’invincibile estate.
E ciò mi rende felice.
Perché afferma che non importa quanto duramente il mondo mi vada contro, in me c’è qualcosa di più forte, qualcosa di migliore che mi spinge subito indietro.

(Albert Camus)

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Come se fosse solo un gioco

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Come se fosse solo un gioco. Cinque ragazzini bloccano una ragazzina in un garage e a turno, uno per uno, la violentano. Niente raptus: ognuno fa, e vede l’altro fare, come se fosse un’esercitazione militare.
Mi chiedo: a cosa cazzo serve imparare a scuola a fare la radice quadrata, o imparare cosa ha scritto l’autore X, o studiare il moto di rotazione e rivoluzione della Terra, se poi non si insegna per ore e ore al rispettare?
A rispettare le regole.
A rispettare il prossimo.
A rispettare il più debole.
A vivere il desiderio dell’altro con complicità, e non con prepotenza.
A rispettare la donna come una possibile sorella e una futura mamma, anziché vederla solo come oggetto di appagamento.
Ma i più dicono che c’è già la famiglia per insegnare queste cose, a scuola non c’è tempo.
Ma mi chiedo, ancora: se poi sei così sfigato da avere come genitore uno che dice che queste sono solo “ragazzate”, come fai?
La famiglia non basta, non tutti abbiamo la fortuna di avere bravi genitori. Ci vorrebbe davvero una scuola del rispetto, prima di una scuola che ti insegna la matematica, la geografia, le scienze e tutto il resto.
 
p.s. per il genitore:
coglione, diresti lo stesso se fosse capitato a tua figlia?
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Ho sceso, dandoti il braccio

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Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
Non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

(Eugenio Montale)

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Sette belle logiche

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1. Fai pace con il tuo passato, così non rovinerai il tuo presente.

2. Quello che gli altri pensano di te non ti riguarda.

3. Il tempo guarisce quasi tutto, dai al tempo del tempo.

4. Nessuno è la ragione della tua felicità eccetto te stesso.

5. Non paragonare la tua vita a quelle degli altri, non hai idea di cosa sia fatto il loro viaggio.

6. Smettila di pensare troppo, va bene non sapere tutte le risposte.

7. Sorridi, non possiedi tutti i problemi del mondo.

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Baggio, Totti e la poesia

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Un po’ mi ha ricordato il Roberto Baggio che nel 2002 torna in campo a tempo di record dopo l’infortunio ai legamenti crociati e in pochi minuti fa due gol alla Fiorentina, inseguendo il sogno dei mondiali.
Ieri due tocchi di Francesco Totti e due gol, risultato ribaltato, l’Olimpico esulta e piange di gioia, emozioni da film, la sensazione che ci sia qualcosa di divinamente voluto in tutto ciò. Proprio alla vigilia del Natale di Roma. Roba da re immortale.
Al di là di tutto, complimenti a Totti, sono queste le emozioni che fanno amare il calcio e lo sport, sono queste (e non le cose tipo i 5 scudetti di fila) le vere vittorie. Perché sono emozioni che vanno oltre il tifo e l’appartenenza, e uniscono anziché dividere. Alla faccia di quegli allenatori, come Lippi o Spalletti o Sacchi o Conte o persino il Trap, che arrogantemente credono che prima di tutto vengano gli schemi, i contrasti, la corsa, il gruppo: no, prima di tutto viene la classe, la fantasia, la capacità di fare giocate geniali. Ché se fossero tutti come Edin Dzeko, alti, muscolosi, atletici… allora a quel punto tanto varrebbe seguire la pallacanestro.
In fondo Totti se lo meriterebbe un altro anno di contratto. Non ripetiamo lo stesso errore fatto con Baggio, che non fu portato ai mondiali 2002 e sappiamo tutti poi come andò a finire. Nel calcio, come nella vita, c’è qualcosa che deve andare oltre gli schemi: io la chiamo… poesia. Giocatori come Baggio o Totti o Del Piero non sono semplicemente dei calciatori, ma sono piuttosto dei poeti, perché sanno regalare emozioni. E nulla è più veramente vittoria della capacità di regalare al mondo della poesia…
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Ho capito che ti amo…

you-e-me

Ho capito che ti amo
quando ho visto che bastava
un tuo ritardo
per sentir svanire in me
l’indifferenza
per temere che tu non venissi più.

Ho capito che ti amo
quando ho visto che bastava
una tua frase
per far sì che una serata
come un’altra
cominciasse per incanto a illuminarsi.

(Luigi Tenco)

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