ORCHIDEA NERA – Cristy America Ortiz Gomez

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Chi sei?

Quello che sono.

Sono al punto di partenza.

Scoprilo!

Mi è permesso?

Provaci.

Lo pensi sul serio?

Non ho detto cosa penso… ma cosa vorrei.

Lei è Orchidea: “una donna bellissima, una bellezza rara, proprio come il suo nome: pelle scura, lunghi capelli neri, occhi giallo grano; un corpo sinuoso, perfetto, che suscita sensualità.” Il padre, coltivatore di orchidee nere in Brasile, l’ha voluta chiamare così perché “i fiori che tendono al nero sono sempre affascinanti e desiderati. La mia bambina ha il colore della passione…”.

All’improvviso Orchidea, insieme alla madre, deve tornare a New York dove è in fin di vita Vincenzo Smith, il medico chirurgo che le aveva salvato la vita con un delicato intervento chirurgico al cuore e che dopo la morte del padre si era preso cura di lei e della madre. Ma in realtà Orchidea lo odia: odia quel finto padre le cui finte carezze erano maligne, desiderose, perverse. Vincenzo Smith muore e per Orchidea è una rinascita (“quando finiranno i suoi ultimi momenti, inizieranno i miei…”).

Poco dopo incontra Peter: un famoso regista, un uomo affascinante per il quale “qualunque donna farebbe follie”. Da circa un anno Peter ha perso la moglie in un tragico incidente stradale. Lui “sfiora il suo braccio contro quello di lei… sente la pelle che brucia, inizia ad alzare lo sguardo piano… finché trova i suoi occhi”; si baciano, fanno l’amore e  “non c’è più dolore per il passato, niente ricordi, sensi di colpa”. Peter vorrebbe rivederla ma Orchidea non si concede più di una volta: “dona il suo corpo come un regalo meraviglioso a ogni uomo che la desidera” ma “una volta consumato il primo rapporto, non ce ne deve essere un altro”. Trappola in cui è caduta perché usata fin da piccola: “non so cosa vuole dire amare, cosa sia la purezza di un uomo” e allora “perché indossare due volte lo stesso vestito quando ne puoi indossare uno nuovo ogni giorno?”. Ma Peter non si arrende e farà di tutto per conquistarla. E Orchidea, cosa farà? E chi è davvero Orchidea? E Richart? E come reagirà Peter quando…

Man mano che si procede nella lettura di questo breve romanzo gli eventi incalzano, entrano in gioco nuovi personaggi, si scoprono alcune verità: i pezzi del puzzle si ricongiungono uno ad uno fino ad un finale pieno di sconvolgimenti. La narrazione presenta vari flashback in cui “i ricordi prendono vita” ed uno schema di tipo drammaturgico: una serie di brevi dialoghi intervallati da alcune righe di narrazione che introducono ogni scena e da qualche nota didascalica sparsa qua e là che descrive meglio le emozioni di chi parla o altri particolari.

Il romanzo affronta molti temi delicati: dall’amore alla pedofilia (“ho pagato un prezzo molto caro per quello che tu chiami vita”), dal traffico di organi al dolore per la perdita di persone care (“la vita a volte è crudele e ci separa dalle persone che più amiamo”). Costantemente s’intrecciano vita e morte, amore e odio (“odio quello che amo”). E l’unica certezza è che l’unica cosa che può creare bellezza è un amore sincero, puro, capace di ascoltare le paure dell’altro: “non dovevi pensare mamma… dovevi soltanto sentirmi… quanto ti abbracciavo, lì c’erano tutte le mie paure… le parole non contano… sono le sensazioni che parlano”.

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TITOLO: Orchidea Nera

AUTORE: CristyAmerica Ortiz Gomez

EDITORE: L’Autore Libri Firenze

PAGINE: 96

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