LA LUCE OLTRE LE CREPE

luce

Maggio 2012, nel cuore dell’Emilia. È ancora buio, tutti dormono, forse sognano. All’improvviso quei sogni diventano incubo: la terra trema, distrugge, uccide. È un duro risveglio di macerie, pianto, morti. È il terremoto. Seguiranno altre scosse, dalla primavera all’estate nulla resta come prima. Ci sono crepe ovunque, crepe come ferite insanabili.

Leonard Cohen, però, diceva che “c’è una crepa in ogni cosa, ed è da lì che entra la luce”. Ed è proprio “La luce oltre le crepe” (Bernini Editore, 2012) che s’intitola una raccolta di poesie dedicate al terremoto che colpì l’Emilia nel maggio del 2012.

La raccolta (curata dal poeta Luca Gilioli e dalla giornalista e scrittrice Roberta De Tomi) raccoglie oltre cinquanta componimenti (alcuni in sardo, in portoghese, in albanese e in dialetto finalese, con relativa traduzione in italiano) di poeti provenienti da tutta Italia (anche emiliani che hanno vissuto in prima persona i tragici eventi del terremoto). Si tratta insomma di un lavoro collettivo (che si avvale tra l’altro, anche della prefazione del recentemente scomparso scrittore emiliano Giuseppe Pederiali) riunito intorno ad un progetto editoriale indipendente volto a dare una testimonianza storica del dramma; a far sì che i territori colpiti non vengano dimenticati; ad offrire un messaggio di speranza per il futuro; e soprattutto volto alla raccolta di fondi in favore delle biblioteche modenesi colpite dal sisma, nell’ambito del progetto della Provincia di Modena “Biblioteche da Salvare”.

Nelle poesie della raccolta emerge innanzitutto il dramma del terremoto: “improvvisamente / il tempo si spezza / e  c’è un mondo che gira / un letto che balla, / qualcosa che crolla…” (Il Risveglio, Pierina Cilla); dei “boati assordanti aprono / la terra” (La forza dell’uomo, Sandrina Piras); “un istante e scompare il tempo” (All’imbrunire, Natascia Grazioli). Le case diventano voragini, i vuoti si colmano di sofferenza, lo smarrimento dei silenzi si alterna al dolore delle urla.

C’è angoscia di fronte a quella “amata e amara terra / che continua ininterrottamente / a vibrare senza fermarsi” (La terra trema, Rosa Maria Genivese); “tremano i cuori / come fa la terra” (Vibra la terra, Katia Marionni). Crollano tetti, ricordi, sogni. Perché la natura si accanisce sull’uomo? Perché si fa “maligna” (Ricominciare a contare ancora, Giovanni Degli Esposti) e “despota” (Ricostruisce, Daniela Gregorini)? Ma.. “è davvero matrigna?” (Dopo, Roberta De Tomi) o forse è l’uomo che con la sua attività spregiudicata porta a queste catastrofi? Di certo nulla resta come prima, c’è un prima e un dopo, ci sono cicatrici ormai indelebili: “mentre la vita cambia / il dopo prevale sul prima / di una serenità incrinata / come un bicchiere di cristallo” (Dopo, Roberta De Tomi).

Ma.. c’è una luce oltre le crepe, come emblematicamente richiama il titolo dell’opera ed anche l’immagine di copertina (curata dalla scultrice Natascia Grazioli ed il fotografo Stefano Bisognin): un muro scrostato ma anche illuminato da una luce di speranza. C’è voglia di ricominciare. Di ricostruire quella amata e amara terra che è diventata madre di dolore ma che non si smette di amare perché “è appiccicata a me come la pelle” (Alla mia Gente e ai Volontari, Antonella Iaschi). Tra la polvere delle macerie, nonostante i lutti, emerge l’orgoglio: “noi non ci arrenderemo” (La sfida del terremoto, Luca Gilioli); “appena la terra smette di tremare / ci mettiamo tutti d’accordo / e pietra dopo pietra / con le nostre braccia / lo tiriamo su il nostro paese.” (La tua Finale, Maria Grazia Fabbri).

In quei “cuori tristi, mai rassegnati“ (Dopo, Roberta De Tomi) nascono i “ma“ di chi non vuol arrendersi: “ma fu più forte di tutto la volontà di resistere alla furia della terra, / cuori indomati e indomabili, le persone contro la devastazione, opposero, / lentamente, la loro volontà, l’amore per la loro terra“ (Per L’Emilia, Federica Merizzi); “ma io / sono una che rinasce / e ruberò ciò che mi spetta / a un destino ingrato / intessendo nuovi giorni purificando mani chiuse / -ora tese- / in nome della VITA (Il mio cuore è una pianura, Emily Pigozzi).

Perchè non ci stancheremo mai di dire che c’è una luce oltre le crepe: “ogni crepa / cullava / in grembo un seme / un fiore fra le macerie / sfidava colorato / l’arsura e la polvere“ (Radici, Gemma Messori). Il tutto diventa quindi un grande e forte messaggio di speranza, di fiducia, di solidarietà: non arrendiamoci mai di fronte ai terremoti che a volte colpiscono duramente i nostri cuori, c’è sempre una luce oltre le crepe…

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Come detto i proventi della vendita di “La luce oltre le crepe” saranno devoluti in favore delle biblioteche modenesi colpite dal sisma, nell’ambito del progetto della Provincia di Modena “Biblioteche da Salvare”. Per informazioni sull’acquisto del libro si può scrivere a: laluceoltrelecrepe@libero.it. Nel colophon, inoltre, è riportato il codice IBAN sul quale è possibile inviare del denaro per questa causa.

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2 risposte a LA LUCE OLTRE LE CREPE

  1. Roberta "Amarganta" De Tomi ha detto:

    Grazie per questo articolo, che include una riflessione interessante su un evento come il terremoto. Spesso pensiamo “quello non mi accadrà mai”, ma poi quando ti accade, scopri risorse e fratture dentro di te, che ti costringono a muoverti, facendoti cambiare il tuo modo di vedere il mondo e i suoi accadimenti. Il terremoto mi ha spezzato dentro, ma ha creato in me le condizioni per dare una svolta alla mia esistenza. Per fortuna. Roberta De Tomi

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  2. Roberta "Amarganta" De Tomi ha detto:

    L’ha ribloggato su Bunny 81e ha commentato:
    Questo articolo di Domenico Uccellini sul libro “La luce oltre le crepe”… Grazie al blogger per questo bel contributo!

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